Per realizzare questo lavoro ci siamo basati sulla tecnica dell’affresco, che consiste nel dipingere su intonaco fresco con pigmenti stemperati in acqua, in modo che i pigmenti durante il processo di carbonatazione della calce, vengano inglobati nell’intonaco formando un tutt’uno, in un rapporto di coesione e quindi non più rimovibili.

Nel nostro caso abbiamo riprodotto, grazie al supporto della docente Umberta Trevellin, una fascia decorativa di un soffitto di Palazzo Cordellina a Vicenza, palazzo settecentesco affrescato da Paolo Guidolini e Girolamo Ciesa dal 1784 al 1789.

Preparazione del disegno

Per prima cosa, dopo aver ricevuto l’immagine da realizzare, abbiamo adattato le misure del disegno, fino ad ingrandirlo a coprire le misure del supporto, un pannello in eraclit (materiale composto da lana di legno utilizzato nell’edilizia come fonoassorbente, leggero e adatto a mantere l’umidità), in modo da creare una fascia continua accostando tutti i pannelli realizzati dalla classe.
Abbiamo realizzato delle prove a matita per studiare le forme ed i chiaroscuri e una prova colore ad acquerello per studiare in modo preliminare i colori e poi ci siamo organizzati per creare il foglio per lo spolvero delle misure adatte per il pannello in eraclit.

Tecnica dell'affresco, il disegno

Abbiamo riportato a matita il disegno su un foglio, per poi bucarlo con un punteruolo, seguendo il disegno, con fori equidistanti a circa 5mm uno dall’altro.
Per forare il cartone dello spolvero bisogna fare attenzione a non fare i buchi né troppo vicini, né troppo lontani: se sono troppo lontani è possibile che non si riesca a distinguere bene il soggetto una volta fatto lo spolvero sul supporto, specie per disegni complessi, nel caso di fori troppo ravvicinati è invece possibile che si strappi il foglio tra un foro e l’altro, sporcando poi il supporto con troppa polvere. E’ importante anche crearsi dei riferimenti nello spolvero, come ad esempio per le linee orizzontali e pulire sempre il foglio dopo lo spolvero.

E’ sempre bene fare una prova di spolvero su un’altra superficie prima di fare lo spolvero definitivo, per vedere se il disegno viene riportato in modo ottimale.
Anche il colore del pigmento dello spolvero va deciso in base alla superficie che dovrà riceverlo: nel nostro caso visto che lo sfondo del disegno era di colore scuro, abbiamo creato dei tamponi con pigmento chiaro.

La prova colore con i pigmenti

Per prepararci a lavorare con i pigmenti abbiamo realizzato una prova colore su un foglio di carta rigido, cercando di ottenere le tinte il più possibile fedeli all’originale.
Per prima cosa abbiamo steso la fascia di sfondo scuro su cui si sarebbe adagiato il festone di foglie, fiori e frutta, realizzandolo con terra ombra e terra ombra bruciata in rapporto 3:1.
Come legante per i pigmenti abbiamo utilizzato la gomma arabica diluita in acqua in rapporto 1:8.

Prova pigmenti per affresco

Su questa superficie di prova ci siamo cimentati a provare i pigmenti, sempre con legante gomma arabica.
Era la prima volta che dipingevo con i pigmenti ed è stato molto interessante osservare la diversa coprenza delle varie tinte, ad esempio della terra verde, che è poco coprente.
E’ stato interessante provare ad usare i pigmenti in varie consistenze, più o meno diluiti,
vedere come spolverano quando c’è troppa poca gomma arabica ed imparare ad usarli molto diluiti per ottenere le giuste trasparenze.
Fare questa prova colore è stato veramente utile.

Prova colore per affresco
Prove colori per affresco

Mi sono cimentata anche con un soggetto diverso da quello scelto per il mio pannello, per provare colori diversi e diverse sfumature, affinando meglio la tecnica.

Prove colore per affresco

La preparazione delle malte per il supporto

Ci siamo anche potuti dedicare alla preparazione del supporto simulando una parete intonacata, realizzando l’arriccio, l’intonaco ed il colore di fondo per l’affresco.
L’arriccio è una malta da fondo, nel nostro caso realizzata con grassello e aggregati in rapporto 1:3, aggregati composti da cocciopesto e sabbia in rapporto 1:2.

Preparazione supporto per affresco

Abbiamo bagnato bene l’eraclit prima di stendere l’arriccio (la superficie che accoglie una
malta deve sempre essere bagnata, come anche gli attrezzi, specie se sono in legno come il frattazzo) altrimenti l’acqua contenente nella malta verrebbe subito assorbita dall’eraclit, causando una asciugatura troppo rapida dell’intonaco.
Abbiamo steso l’arriccio in due strati, un primo strato sottile, schiacciando, per far penetrare l’impasto nell’eraclit e quindi farlo aggrappare bene, poi uno strato più morbido, poi spianato col frattazzo per ottenere planarità. Alla fine lo strato totale era di circa 1 cm.

Arriccio per affresco

Questi gli attrezzi utilizzati:

  • la cazzuola, che serve per raccogliere l’impasto dal secchio, metterlo sul frattazzo e poi raccoglierlo per “lanciarlo“ sul supporto e per spalmarlo
  • il frattazzo, che può essere in legno o in metallo, che serve per tenere la malta mentre si sta intonacando e per poi spianare
  • il frattazzo in spugna che serve per spianare più accuratamente
  • pennellessa per bagnare il supporto

Il lavoro con la cazzuola va fatto a zone, partendo ad esempio dal basso a sinistra per poi procedere, con tutto lo spessore, verso l’alto a destra.
Abbiamo lasciato la superficie dell’arriccio ruvida per poter poi accogliere l’intonaco.
Una volta asciugato l’arriccio, abbiamo proceduto con l’intonaco.
L’intonaco è stato preparato con grassello ed inerti in rapporto 1:2, e gli inerti erano sabbia gialla della toscana e sabbia grigia del Po in rapporto 1:2.

Abbiamo spazzolato l’arriccio con un pennello per togliere la polvere, lo abbiamo bagnato e abbiamo steso uno strato di intonaco di circa 5 mm, di consistenza cremosa, sempre in 2 strati, uno schiacciando ed uno più morbido, levigandolo poi con il frattazzo in spugna.
Abbiamo modellato bene anche i bordi, aiutandoci con una spugna bagnata, rendendo gli angoli rotondi così si spaccano meno facilmente.

Stesura intonaco per affresco

Una volta che l’intonaco ha iniziato a fare presa, abbiamo steso il colore di fondo, che avevamo preparato precedentemente.

Preparazione colore per affresco

Abbiamo composto il colore di fondo con grassello, ocra gialla, rosso veneto, terra d’ombra naturale e una punta di cobalto.
Abbiamo appreso che ad esempio Giotto non copriva l’intonaco con un colore di fondo, ma lo
lasciava trasparire dalle figure, tirava il colore con il ferro per far emergere il grassello e poter colorare poi con più calma.
Noi abbiamo steso il colore di fondo come una sorta di rasatura per uniformare l’intonaco, render la malta più solida e ritardare il tempo di asciugatura.
L’acqua del colore di fondo man mano si assorbe e ci accorgiamo quando è il momento di iniziare a dipingere.

Stesura fondo per affresco
Sfondo pronto per affresco

Sul colore di fondo abbiamo segnato le linee orizzontali, prendendo le misure, con un chiodo, operazione importante per avere dei riferimenti uniformi in tutti pannelli realizzati, che compongono la fascia.

Le stesse misure erano presenti nel foglio dello spolvero, così da poter allineare sempre perfettamente il disegno al pannello.

Misure per affresco

A questo punto, quando il fondo iniziava a tirare, abbiamo realizzato sul supporto il fondo scuro della fascia, utilizzando terra d’ombra bruciata, iniziando così a lavorare ad affresco.

Stesura colore affresco

Per andare dritti sul bordo della fascia, abbiamo iniziato ad imparare ad usare la stecca con il pennello adatto all’affresco, che è chiamato anche tiralinee.
Si tratta di un pennello senza parti metalliche, in setole di maiale, adatto per la pittura ad affresco e mezzo fresco.

Per me è stato uno strumento nuovo e particolare che non avevo mai utilizzato, ero abituata a semplici pennelli sintetici e inizialmente non mi sono trovata bene con le setole che sono più rigide, mi sembrava di non poter ottenere gli effetti che desideravo.

Si tratta però di prendere confidenza con la tecnica, visto che dipingere ad affresco è cosa ben diversa dal dipingere ad acquerello su un foglio o ad olio. Una volta presa la mano e capito il procedimento, il pennello da riga è uno strumento insostituibile.

Vicino al margine inferiore e superiore della fascia marrone, abbiamo spugnato il colore per ottenere un effetto più frastagliato e mosso.

Abbiamo poi iniziato a dipingere la base verde della fascia, ricoperta di foglie, con un verde il più possibile comune a tutti, composto di terra verde, terra ombra naturale e terra di Siena naturale.
Su questa base verde abbiamo effettuato lo spolvero per vedere i contorni delle foglie e dei fiori, e nel mio caso anche del fiocco centrale.
E’ così iniziata la fase di dipintura con diverse gradazioni di verde per dare forma e volume alle foglie.

Creazione affresco

Inizialmente ho avuto difficoltà perché tendevo ad utilizzare i pigmenti con troppa poca acqua, temendo che fossero poco coprenti.
In questo modo però andavo incontro a troppo strato di pigmento e quindi a sfarinatura del colore e a crepe.
Una volta capito il procedimento corretto e aver preso un po’ più di confidenza col colore diluito, sono riuscita a dare il giusto effetto e a fidarmi di una pennellata più libera e gestuale.

Ho appreso che il colore schiarisce molto, e mi sono confrontata anche con l’aggiunta di calce, come bianco, o di bianco di titanio, osservando come schiarisce la calce. Solo l’esperienza può far capire ed intuire quale può essere il risultato finale nella pittura ad affresco, perché quello che vediamo appena steso col pennello, può avvicinarsi poco al risultato finale.

Realizzazione affresco

Interessante scoprire come ottenere una tonalità, ad esempio l’arancione, mescolando pigmenti come il rosso veneto e l’ocra gialla, ma ottenendo anche la stessa tonalità tramite velature.
Alcuni pigmenti, come il verde, sono poco coprenti, con altri invece si rischia di insistere troppo, ottenendo un effetto di sporco e marcando troppo le ombre.

Ho imparato a dare il colore molto diluito, a cambiarne la tonalità con le velature, oltre che a creare le ombre aggiungendo terra d’ombra al colore di base.

Affresco

Interessante vedere come le forme acquistino volume tramite le gradazioni d’ombra e poi i colpi di luce finali.
Ho notato anche come i pigmenti puri siano luminosissimi e molto coprenti anche lavorando con i chiari sullo scuro.

realizzazione affresco

Una volta preso un po’ di dimestichezza è un lavoro, l’affresco, che mi ha regalato parecchie soddisfazioni.

La fascia inferiore

Dopo aver realizzato a fresco la fascia con le foglie, fiori e frutti, sono passati diversi giorni, per cui nella fascia inferiore del pannello, popolata da rosette e modanature, abbiamo proceduto quasi a secco. Quasi perchè comunque l’intonaco non si può dire totalmente asciutto dopo pochi giorni, ma si può dire che abbiamo lavorato con una tecnica a metà tra il secco e il mezzo fresco.

Il mezzo fresco infatti consiste nell’utilizzare sempre su intonaco i pigmenti stemperati in latte di calce. In questo caso i pigmenti non vengono più inglobati nell’intonaco che carbonata come nella tecnica dell’affresco vero e proprio, ma rimangono adesi alla superficie tramite lo stesso idrato di calcio unito al pigmento, che si carbonata.
Noi per poter usare i pigmenti senza calce, quindi più puri, abbiamo usato come legante la caseina, sciogliendola in latte di calce in rapporto di 1:10, che diventa così caseinato di calcio.

La stampinatura

Per realizzare le rosette della fascia inferiore abbiamo adottato la tecnica della stampinatura, che consiste nel creare una mascherina in carta rigida e oleosa, quindi che non assorba liquido e si possa pulire, e poi stampinare appunto sulla maschera il pigmento, con un pennello con la punta mozza.
La mascherina si realizza ritagliando con il bisturi o il taglierino le superfici che dovranno accogliere il colore, mascherando il resto in modo che non si sporchi.

La stampinatura

E’ importante pulire bene la mascherina tra un passaggio e l’altro, per non sbavare i bordi e sporcare zone che non devono ricevere colore.
E’ stato interessante scoprire come un cartoncino ricoperto di olio di lino possa diventare un ottimo foglio da cui ottenere mascherine.

Per il colore base delle rosette abbiamo utilizzato il colore di fondo del pannello già realizzato, aggiungendo terra di Cipro naturale e terra ombra naturale.
Al colore va aggiunto poi un 5% di caseinato di calcio per farlo aderire all’intonaco.
La densità del colore di fondo delle rosette va tenuta abbastanza pastosa, per non rischiare che passi sotto alla mascherina, sbavando il disegno.
Con l’ocra gialla abbiamo poi realizzato il centro della rosellina, per poi procedere con luci ed ombre.

Realizzazione roselline stampate a mezzo fresco

Per le roselline abbiamo utilizzato per tutti tre colori principali:

  • il grigio di fondo delle roselline, ottenuto come già detto dal colore di fondo del pannello con l’aggiunta di terra di cipro naturale e terra d’ombra
  • un grigio intermedio per i mezzi toni, per le ombre più chiare e per righe e sfumature del pannello, aggiungendo ancora terra ombra naturale, terra di cipro e terra d’ombra bruciata.
  • uno scuro per le ombre, aggiungendo anche blu oltremare
  • un bianco con bianco di titanio per i colpi di luce

Abbiamo realizzato questo colori comuni a tutti i pannelli, per uniformare il risultato.

Roselline a mezzo fresco
Decorazione a roselline

Una volta realizzate le roselline, siamo passati alle linee della modanatura e relative sfumature, allenandoci prima parecchio con stecca e tiralinee per imparare a tracciare linee dritte e sfumature.

Tirare linee col pennello tiralinee

Dopo aver preso dimestichezza con gli strumenti, abbiamo realizzato le linee orizzontali e le sfumature sul pannello.

Decorazione ad affresco

Per le sfumature si può procedere o utilizzando il pennello quasi scarico di colore, “sfrangiando” il colore, oppure con il pigmento molto diluito.
E’ stato molto interessante imparare a realizzare le sfumature, anche perché il colore si assorbe subito sul supporto, ma ho imparato a tenere presente che il risultato deve essere visto sulla parete da lontano, quindi è più importante rendere l’idea da lontano che accanirsi a lavorare da vicino.

Pannello decorato ad affresco

L’ultimo passaggio prima di considerare finito il lavoro, è stato quello di uniformare i toni dei colori dei vari pannelli, soprattutto nel blu dei fiocchi e nelle righe orizzontali della fascia della rosette, che sarebbero stati gli stacchi che si notavano di più in caso di differenze.

Affreschi uniformare colori

E’ stato quindi bello, tramite lavoro di squadra, lasciare perdere il risultato del “mio“ lavoro, in favore di un risultato globale bello da vedere a prescindere da chi l’ha realizzato.

Affreschi affiancati

In generale la tecnica mi è piaciuta molto, è stato interessantissimo scoprire finalmente nella pratica le difficoltà e i vantaggi dietro a questa tecnica antica così tanto ammirata come l’affresco.